

9. Appello ai proletari d'Europa.

Da: Manifesto di Kienthal, in A. Malatesta, I socialisti italiani
durante la guerra, Mondadori, Milano, 1926.

Lo scoppio della guerra segn il fallimento dell'internazionale
socialista, perch la maggior parte dei partiti membri si schier
a favore della politica di guerra dei rispettivi governi. Dopo un
primo periodo di disorientamento, i  fautori della pace ripresero
vigore e cercarono di dar vita ad un nuovo internazionalismo
pacifista. A tale scopo, nel settembre del 1915 venne convocata a
Zimmerwald, in Svizzera, una conferenza socialista internazionale,
alla quale parteciparono socialisti italiani, tedeschi, francesi,
russi, polacchi, lettoni, rumeni, bulgari, svedesi, norvegesi,
olandesi e svizzeri. I gruppi pi intransigenti, capeggiati da
Lenin, proposero di trasformare la lotta per la pace in lotta
rivoluzionaria per il socialismo; la maggioranza per non accett
tale proposta ed il convegno si concluse con la votazione di un
manifesto che denunciava il carattere capitalistico e
imperialistico del conflitto e invitava i proletari europei a
lottare per la pace senza annessioni e senza indennit di guerra.
Le tesi di Lenin ebbero migliore accoglienza in una seconda
conferenza: quella convocata nella cittadina svizzera di Kienthal
nell'aprile del 1916. Il manifesto votato in quell'occasione, che
qui riportiamo, oltre a confermare le decisioni prese in
precedenza, conteneva infatti una pi convinta indicazione a
proposito della necessit di un nuova internazionale operaia ed un
chiaro invito a porsi come obiettivo finale la realizzazione del
socialismo.


Due anni di guerra mondiale! Di rovine, di massacri, di reazione.
Dove sono i responsabili? Si cerchino fra i privilegiati. Dopo
avere, essi, precipitato nella tomba milioni di uomini, piombato
nella desolazione milioni di famiglie, creati milioni di vedove e
di orfani, dopo aver accumulato rovine sopra rovine, e distrutto
una parte della civilt, questa guerra criminosa si 
immobilizzata.
Malgrado le ecatombi su tutti i fronti nessun risultato decisivo:
n vincitori n vinti; o piuttosto tutti vinti, cio tutti
dissanguati, rovinati, esausti. Cos ancora una volta vien
dimostrato che quei socialisti, i quali, nonostante le
persecuzioni e le calunnie, si sono opposti al delirio
nazionalista, esigendo la pace immediata e senza annessioni, sono
gli unici che abbiano bene meritato dai loro paesi. Si alzi il
coro solenne delle vostre voci ad aggiungersi alle nostre, al
grido: Abbasso la guerra! Evviva la pace!.
Lavoratori delle citt e delle campagne!.
I vostri governi, le cricche imperialiste ed i loro giornali vi
dicono che bisogna persistere nella guerra a fondo per liberare i
popoli oppressi. E' questa una mistificazione ideata dai nostri
padroni allo scopo di prolungare la guerra. Il vero scopo della
carneficina mondiale : per gli uni di assicurarsi il possesso del
bottino che essi hanno accumulato attraverso i secoli e mediante
altre guerre; per gli altri di raggiungere una nuova spartizione
del mondo, nell'intento di annientare i popoli, abbassandoli al
livello dei paria. I vostri governi ed i loro giornali vi dicono
che inoltre bisogna continuare la guerra per uccidere il
militarismo. Essi vi ingannano! Il militarismo di un popolo non
pu essere ucciso che da questo popolo stesso. I vostri governi ed
i loro giornali vi dicono ancora che bisogna protrarre
all'infinito la carneficina, perch questa guerra sia l'ultima
guerra. Essi vi ingannano sempre. Mai la guerra ha ucciso la
guerra. Anzi essa suscita sentimenti e velleit di rivincita. In
questo modo i vostri padroni, votandovi al sacrificio, vi chiudono
in un cerchio infernale. N le illusioni del pacifismo borghese
saranno capaci di farvi uscire da questo cerchio. Non vi  che un
mezzo definitivo per impedire le guerre future: la conquista dei
governi e della propriet capitalistica per parte dei popoli
stessi. La pace duratura sar il frutto del socialismo trionfante.
Proletari, guardatevi attorno! Chi sono coloro che parlano della
guerra ad oltranza? della guerra fino alla vittoria? Sono i re,
fautori responsabili della guerra stessa; i giornali alimentati
dai fondi segreti; i fornitori degli eserciti e tutti coloro che
dalla guerra traggono alti profitti; sono i socialisti
nazionalisti; sono coloro che pappagallescamente ripetono le
formule guerresche coniate dai governi; sono i reazionari che si
rallegrano in cuor loro di vedere cadere sui campi di battaglia
quei socialisti, quei lavoratori organizzati, quei contadini
coscienti che ieri ancora minacciavano i loro privilegi usurpati.
Ecco da chi  composto il partito dei prolungatori della guerra.
Ad esso  riservata la massima libert di propagare la
continuazione dei massacri e delle rovine. A noi vittime il
diritto di tacere, di soffrire lo stato d'assedio, la censura, la
prigione, la minaccia, il bavaglio. Questa guerra, o popoli
lavoratori, non  guerra vostra e pure voi ne siete le vittime!
Nella trincea in prima linea, negli assalti cruenti, esposti alla
morte, vediamo i contadini e i lavoratori delle officine; al
retrofronte, al sicuro, vediamo la grande maggioranza dei ricchi
ed i loro lacch imboscati. Costoro per guerra intendono la morte
degli altri. E della guerra essi approfittano per continuare ad
accentuare la loro lotta di classe contro di voi. L'ingiustizia
sociale e l'antagonismo tra le classi diventano pi evidenti
ancora nella guerra, che nella pace. Nella pace il regime
capitalista toglie al lavoratore la gioia della vita; nella guerra
esso gli toglie tutto, gli toglie la vita stessa. Troppi sono i
morti, troppe le sofferenze.
Basta! Troppa pure  la rovina economica. Tocca e toccher ancora
a voi, popoli lavoratori, di sopportare il peso di questi
disastri. Oggi centinaia di miliardi vengono inghiottiti
nell'abisso della guerra e sottratti cos al benessere dei popoli,
alle riforme sociali che avrebbero migliorato la vostra sorte.
Domani schiaccianti imposte graveranno sulle vostre spalle
curvate. Gi troppo avete pagato col vostro lavoro, col vostro
denaro, colle vostre esistenze. Scendete in lotta per imporre una
immediata pace senza annessioni! Dalle officine e dai campi dei
paesi belligeranti sorgano i lavoratori, donne e uomini, a
protestare contro la guerra e le sue conseguenze. Alzino le loro
voci per il ristabilimento delle libert confiscate, per le leggi
operaie, per le rivendicazioni dei lavoratori dei campi! I
socialisti di tutti i paesi agiscano conformemente alle decisioni
dei congressi socialisti internazionali, che fanno obbligo alle
classi operaie di compiere ogni sforzo per mettere prontamente
fine alla guerra. Esercitate perci contro la guerra la massima
pressione possibile; sui deputati da voi eletti, sui parlamenti,
sui governi! Imponete la fine immediata della collaborazione
socialista coi governi; esigete che nei parlamenti i socialisti
d'ora innanzi votino contro i crediti destinati a prolungare la
guerra.
Con tutti i mezzi che sono in vostro potere arrestate la fine del
macello mondiale. Esigete un immediato armistizio.
Popoli cui la guerra precipita nella morte, in piedi contro la
guerra! Su, in alto i cuori! Non dimenticate che, non ostante
tutto, siete ancora il numero e potreste essere la forza! Fate
sentire ai governi di tutti i paesi che cresce in voi di continuo
l'odio contro la guerra, e la ferma volont di una rivincita
sociale: cos l'ora della pace sar avvicinata.
Abbasso la guerra! Viva la pace, la pace immediata, senza
annessioni!.
